Perchè i premi sono sempre premi.
(martedì, 10 novembre 2009,novembre 10, 2009 19:35 -
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Posted by chiaretta0 in :

Il gioco, come tutti i giochi, sottosta a delle regole, che riporto di seguito:
- si ringrazia la persona che l'ha conferito (fatto)
- si copia il logo e lo si sistema da qualche parte (fatto)
- si linka la persona che l'ha conferito (fatto)
- si svelano 7 cose di noi che per i nostri lettori sono ancora ignote (vedi sotto)
- si nominano i 7 bloggers creativi e si linkano i fortunati vincitori (ammesso che li trovi)
- si avvisano i 7 premiati con un commento nei loro blog. (provvederò)
Dunque, ecco sette cose che probabilmente non sapete di me e che probabilmente non vi interessa nemmeno sapere:
- Non esco di casa mia senza moleskine e biro nera al seguito. Ho sviluppato una dipendenza fisica da quelle pagine racchiuse nella copertina nera. Sniffo il profumo dell'inchiostro come una cocainomane. Se siete in giro con me a bere da qualche parte e a un certo punto sono scomparsa non mi sto facendo il barista nascosta in qualche angolo buio, ma quasi certamente sono chiusa nel cesso a scrivere (o, eventualmente, a vomitare)
- La mia vita non è scandita da anni, mesi o stagioni. E' più facile ripartirla in ossessioni. Per ogni periodo c'era qualcosa che mi tormentava l'animo, che non mi faceva dormire la notte, che mi faceva piangere o ridere, che mi portava avanti, in qualche traballante maniera. Fino all'ossessione più malata, sì.
- Sono una patita del fitness. Non salterei la mia seduta quotidiana di jogging/cyclette/step/qualsiasi altro metodo che conosca per non stare ferma neanche con una gamba rotta. Questa è una delle tante ossessioni che negli anni mi si è cucita addosso e che non è ancora scivolata via.
- Ho un mucchio di fobie assurde. La più vistosa è quella degli insetti. Un giorno una cavalletta mi è saltata su una spalla e io ho urlato talmente forte che i miei vicini stavano per chiamare la polizia perchè credevano che qualcuno mi stesse sgozzando. Un'altra ho dormito in bagno perchè in camera mia c'era una cimice. Poi, non riesco a camminare sulle griglie. La sensazione di vuoto mi fa tremare le gambe, mi si annebbia la vista e sale la nausea.
- Sono una vendetta-addicted. Se mi fate del male, se lo fate a qualcuno a me vicino, se provate a farlo, se solo pensate di poterlo fare, allora presto o tardi la mia vendetta ricadrà su di voi. Potete contarci.
- Sono un carciofo. Metaforicamente parlando, mi si intenda. Come i corciofi ho una scorza dura esterna, quella che dovrebbe proteggermi, e una parte tenera interna, quella che dovrebbe essere riservata alle persone meritevoli. In realtà, la scorza esterna è talmente dura che ha fatto male alla sottoscritta in primis e a tutti coloro che la sottoscritta ha cercato di avvicinare, facendo sì che praticamente nessuno sia riuscito ad arrivare al cuore tenero (che probabilmentem ormai è stato inglobato dalla scorza)
- Sono l'incoerenza fatta persona, la quintessenza dell'indecisione, sono indefinita fino al midollo. Sarò impulsiva quando la situazione richiede nervi saldi e ragionevolezza. Sarò razionale quando a giocare sono i sentimenti, facendo crollare puntualmente tutti gli sforzi altrui. Metto la testa negli affari di cuore, metto il marcio che ho dentro nelle difficolta, metto le mie paure dove dovrei metterci le palle, metto le palle quando dovrei seppellire il mio ego e soffocare il mio orgoglio. Sono un po' di tutto, ma mai niente fino in fondo.
Ecco, ora sapete sette cose assolutamente inutili su di me. Potete odiarmi ancora di più. Potete cominciare a compatirmi se ancora non l'avete fatto. Potete anche ignorarmi, è una cosa a cui ho fatto l'abitudine.
Ergo, ecco le sette persone di cui voglio sapere altre sette cose:
La Vie En Rose
(domenica, 01 novembre 2009,novembre 01, 2009 13:52 -
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Posted by chiaretta0 in :
amore, viaggio, inutile, addio, pain, profondo, profumo, i miss you, ibrido
Mi piace la metro parigina. E' sporca, caotica e colma di barboni puzzolenti, ma mi piace.
Sto lì sopra, in piedi, stretta alla sbarra per cercare di non cadere, abbraccio il mio zaino come un amante, ho paura che mi derubino, che mi portino via i soldi, la macchina fotografica, l'aria.
Ho il gomito di un cinese puntato sullo sterno, la poca aria che mi arriva è il fiato fetido di un signore vestito male, un giornale sotto il braccio.
Sale un uomo cantando. Puzza e chiede l'elemosina. E' stonato. Sembra un disco rotto, più che un canto è un lamento, il suo. Si fa largo tra gli studenti universitari e le impiegate plastificate che lo guardano storto, si fa largo con quell'agonia di suoni e di odori.
Riconosco la melodia. La Vie En Rose.
Ho voglia di ridere.
Ho voglia di piangere.
E' un attimo.
Il barbone avanza. La canzone mi raggiunge, con quella voce rauca, mi graffia le orecchie, il petto - fatemi respirare.
E arriva. Dritta e forte, come un pugno nello stomaco. Mi spezza il fiato, cancella ogni mia facoltà.
Arriva la consapevolezza.
Che è tutto inutile. Che non è finita perchè non è mai iniziata. Che non c'è niente da aggiustare, nulla si è rotto - se non funziona è perchè non deve farlo.
Mi sento schiacciare e non so se è il cinese che non mi lascia respirare o quella consapevolezza che, pesante come un macigno, ha ostruito le mie vie respiratorie.
Salgono le lacrime.
La metro si ferma e il barbone scende, trascinandosi dietro La vie en rose. Le mie lacrime lo seguono a ruota.
Fatemi respirare.
Divertente, no?
(domenica, 25 ottobre 2009,ottobre 25, 2009 15:37 -
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Posted by chiaretta0 in :
Sto un male cane.
La testa mi scoppia.
Le orecchie fischiano.
I piedi sono ricoperti di vesciche.
E sono in carenza di sonno.
Sono tornata a casa alle 8 di mattina dopo aver dormito su un divanetto di una sudicia discoteca. Così mi è venuto anche il torcicollo.
Continuo a sentire la musica, credo sia colpa del fatto che la mia faccia fosse a venti centimetri da una cassa. Detesto le discoteche.
E stasera devo prendere un treno e andare a Parigi.
Parigi, la capitale dell'amore.
Divertente, no?
Kiss the rain
(venerdì, 23 ottobre 2009,ottobre 23, 2009 17:34 -
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Posted by chiaretta0 in :
amore, vita, amici, inutile, crisi isteriche, delusione, tormento, i miss you, merde, ibrido
Volevo andare a correre e ha cominciato a piovere.
Volevo studiare matematica e un calabrone è entrato nella stanza (il che rende impossibile concentrarsi sulla matematica, dal momento che la sottoscritta è un'insettofobica isterica).
Volevo scrivere, almeno avrei fatto qualcosa di utile alla mia traballante salute mentale, e tutto quello che avevo da dire si è esaurito nelle prime tre righe.
Volevo abbracciarti, stamattina, e farti gli auguri come di deve e sono riuscita solo a nascondermi dietro una brioches alla crema enorme e a sporcarmi il naso di zucchero filato.
Come sempre. Voglio fare un sacco di cose e non ne faccio mai neanche una. Oppure la faccio, ma solitamente si ritorce contro me stessa.
Mi hai insegnato a non arrendermi. Mi hai insegnato che se sono meno degli altri non valgo meno degli altri. Mi hai insegnato a tirare fuori il meglio semplicemente volendolo, senza nemmeno possederlo, il meglio. Mi hai insegnato a rialzarmi più forte di prima dopo una caduta.
Mi hai insegnato tutto e ti sono debitrice.
Ma adesso impara tu qualcosa da me.
E ti senti il diritto di sentirti leggero
(lunedì, 19 ottobre 2009,ottobre 19, 2009 18:18 -
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Posted by chiaretta0 in :
amore, amici, filosofia, addio, back, pain, profondo, incantevole, i miss you, ibrido
A chi mi dice che ne vale la pena, sempre e comunque. A chi mi dice che ho il dovere di provare ancora, non importa se sarà un altro colpo duro. A chi mi dice che la speranza è sempre l'ultima a morire e io non ho il diritto di ucciderla così. A chi si è stufato di vedermi inerte di fronte alla sorte. A chi non ne può più di vedermi combattere senza problemi contro avversari molto più grossi di me, ma mollare di fronte alle piccole cose a cui tengo sul serio. A chi da me si è sempre aspettato grandi cose e si è, puntualmente, trovato deluso. A quelli che credono che io non viva mai abbastanza.
Lo faccio per voi.
Ricomincio.
E c'è solo un modo che conosco per farlo - distruggermi.
Tagliarmi a pezzattini per poterli rincollare in un altro modo.
~E ti senti il diritto di sentirti L E G G E R O .
{Leggero, Ligabue}